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psicoterapia

Cos’è?

La psicoterapia è un percorso di cura che si svolge attraverso incontri regolari, in cui paziente e terapeuta lavorano insieme per comprendere il significato della sofferenza e favorire cambiamenti duraturi nel modo di pensare, sentire e relazionarsi.
Non ha un numero di incontri prestabilito: durata, obiettivi e modalità vengono concordati e, se necessario, ridefiniti nel tempo, in base ai bisogni della persona.
Nel corso delle sedute, la psicoterapia aiuta a:

  • dare un senso a sintomi e difficoltà (ansia, depressione, dipendenze, problemi relazionali, blocchi decisionali, ecc.);

  • riconoscere i legami tra ciò che si vive oggi e la propria storia personale e relazionale;

  • individuare schemi ricorrenti che alimentano la sofferenza;

  • esplorare nuove possibilità di risposta, costruendo nel tempo un maggiore senso di equilibrio e benessere.

La relazione terapeutica diventa così uno spazio protetto, in cui poter portare anche aspetti di sé più fragili o contraddittori, senza giudizio, e provare a sperimentare modi diversi di stare con sé e con gli altri.

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Quali sono i luoghi comuni?

Un pregiudizio frequente è che la psicoterapia sia “solo per chi sta molto male” o abbia a che fare soltanto con disturbi mentali gravi. In realtà, può essere utile anche a chi attraversa una fase di crisi, cambiamenti importanti, difficoltà relazionali o un persistente senso di insoddisfazione, anche in assenza di una vera e propria diagnosi.

Si teme spesso anche che “una volta iniziata non finisca più”: di fatto la durata del percorso è variabile, viene discussa apertamente e può essere periodicamente rivista insieme al terapeuta.

Infine, l’idea che “parlare non serva perché i problemi sono concreti” sottovaluta il fatto che cambiare il modo di guardare a sé stessi e alle proprie relazioni può aprire possibilità di azione nuove e più in linea con il proprio benessere.

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Come si svolge?

Un percorso di psicoterapia inizia con alcuni colloqui dedicati a comprendere la storia della persona, la natura della sofferenza riportata e le sue aspettative rispetto al trattamento. In questa fase si definiscono insieme gli obiettivi di lavoro, si chiariscono la frequenza degli incontri e le modalità del percorso, lasciando spazio a domande e dubbi.
Le sedute hanno una cadenza regolare (in genere settimanale) e si svolgono in un contesto stabile e protetto, in cui ciò che viene detto rimane coperto dal segreto professionale. Nel tempo, terapeuta e paziente lavorano per riconoscere i fili che collegano i sintomi, le relazioni, la storia personale e gli eventi di vita, esplorando sia i vissuti dolorosi sia le risorse che possono essere riattivate.
Durante il percorso possono essere previsti momenti di confronto condiviso: si rivedono gli obiettivi, si osservano i cambiamenti avvenuti, si valuta se proseguire, modificare la direzione o avvicinarsi alla conclusione. La chiusura della psicoterapia non è un “taglio netto”, ma una fase che viene preparata e pensata insieme, così da integrare quanto emerso e rendere più autonomo e stabile il benessere raggiunto.

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Cosa nasconde ogni crisi?

In psicoterapia, sintomi e crisi non vengono visti soltanto come “nemici da eliminare”, ma anche come segnali di qualcosa che chiede attenzione: un limite superato, un bisogno non riconosciuto, un conflitto interno, un modo di stare al mondo che non funziona più come prima.
Riuscire a rileggere una difficoltà non solo come un difetto personale, ma come una forma – spesso faticosa – di adattamento, permette di usarla come punto di partenza per un cambiamento più profondo.
In questo senso, la psicoterapia può aiutare a trasformare il momento di blocco in un’occasione per:

  • fare ordine nella propria storia e nei propri legami;

  • chiarire che cosa si desidera davvero e che cosa non è più sostenibile;

  • costruire un equilibrio più stabile e rispettoso del proprio benessere, riscoprendo possibilità che, fino a quel momento, sembravano nascoste dalla sofferenza.

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